Iniziate ad interrogarvi sulle priorità della vostra vita. C’è la mano di Dio

rosini
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Le priorità sono “pure prima di me”. Sono parte dell’opera di Dio. E allora lasciamoci guidare da Lui e tutto ci sarà più chiaro, afferma il noto biblista.

 

di Gelsomino del Guercio

 

«Le priorità vengono prima per definizione. Una persona che non rispetta le sue priorità, continua a riempire la valigia della sua vita a casaccio».

 

Don Fabio Rosini., in L’arte di ricominciare” (San Paolo), il suo ultimo libro, ci spiega come quanto è importante conoscere e darsi delle priorità. E che dietro questo “disegno” c’è sempre Dio, anche se noi, a volte, non ce ne accorgiamo.

Priorità e emergenze

«Bisogna fare una distinzione di importanza capitale – premette Rosini – le priorità si oppongono alle emergenze. Le priorità sono prima dei fatti, mentre le emergenze mi arrivano addosso durante i fatti».

«Colui che trascura le proprie priorità – incalza Rosini – per andare appresso alle emergenze, è uno stolto. Colui che sperona le emergenze per restare fedele alle sue priorità, è un saggio».

“Chi vive di emergenza non costruisce niente”

Le emergenze, evidenzia, «sono ansiose, dittatoriali, disordinanti, apprensive. Chi sceglie per paura sbaglia sempre. Si dice: l’ansia è cattiva consigliera. Vero. Le priorità sono pacate, sono firmamento, sono punti fermi limpidi».

Chi vive di emergenze «non costruisce niente. Arriva a fine giornata, o alla fine della vita, che è solo sopravvissuto. Chi resta fedele alle priorità ha una identità, sa perché dire no e perché dire sì, e, come nell’analogia della valigia, ha spazio per le cose».

I talenti del Signore

Don Fabio ci pone delle domande: «Se non hai dimestichezza con le tue priorità, e vivi ad assetto variabile, e quando mai metti su famiglia? E quando finirai l’università? Quando estingui un mutuo? Quando lo finisci un libro? Senza priorità non si costruisce una casa».

Alla fine della vita, ci dice il biblista, «il Signore non mi chiederà se ho fatto cose buone ma se ho usato i talenti che mi aveva affidato. Se ho compiuto la mia missione».

«Sono poche le cose – sottolinea – che veramente vanno fatte. E quelle vanno fatte, costi quel che costi. È così che uno inizia a ricostruire. Obbedendo a questa sapienza».

Il piano del Padre

Le priorità, dunque, «si riconoscono. Si accolgono. Si ammettono. Il firmamento lo crea Dio. Le cose in chiave le mette l’autore».

Gesù, osserva Don Fabio, «è fiducia nel Padre, è figliolanza, ed esegue, non inventa, il piano del Padre. Le mie priorità stanno dentro il mio rapporto con Dio».

«Non ho deciso – aggiunge – io il mio tono di voce, la mia struttura fisica e la mia predisposizione di indole, ossia le mie caratteristiche. Quella è una cosa che ricevo, non decido».

Cosa deve essere “prima di tutto”

Le priorità «sono pure prima di me. Sono parte dell’opera di Dio. Ecco perché Rosini, ci consiglia di «iniziare, sempre nella preghiera, sempre dialogando con Dio, ad interrogarmi su cosa debba stare prima di tutto. Me lo deve dire Lui, perché è il mio autore.
Piano piano si fanno strada delle cose che derivano dalle prime evidenze, ma che sono più specifiche. Suppongo che sia utile qualche esempio di priorità».

Don Fabio pensa a «preti che non pregano. Padri che non curano. Madri che non accolgono. Mariti che non corteggiano. Fratelli che non parlano. Studenti che non studiano. Medici che non si aggiornano.
Mamme che non coccolano. Anziani senza saggezza. Giovani sposi senza momenti di intimità».

Già hai tutto quello che ti serve!

Quindi, conclude il biblista, «se Dio ti ha messo in un posto nella vita, ti ha intrinsecamente consegnato tutto quello che quel posto implica».

«Se ti ha dato un figlio – chiosa – non è che sei padre-madre da una parte, e dall’altra vai decidendo se o quanto ti occuperai di un figlio. Se ti ha dato un cucciolo ne derivano delle priorità che sono per se stesse la mappa della tua vita. Non si può avere un bimbo e non avergli mai cambiato un pannolino».

 

Fonte: Aleteia

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