Sguardo al Reale

Impariamo dai nonni

Nonno Luciano e Nonna Tina
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Per sorridere alla vita basta un mazzo di rose: «Impariamo dai nonni»

Una sedicenne racconta le giornate stravolte dal lockdown e la lezione della coppia di anziani coniugi che festeggiano l’ottantesimo compleanno di lei con un mazzo di fiori.

 

di Sofia Scalise*

 

Mi chiamo Sofia, ho 16 anni e vivo a Milano. Già, proprio a Milano, una delle città che più sta soffrendo e che nella sua insolita immobilità sta cercando di combattere e vincere questo nemico invisibile che ha stravolto le nostre giornate e le nostre certezze. In questo ultimo periodo ogni notizia che ascoltavo aveva il sapore della tragedia, della disperazione. Rumori di ambulanze, immagini surreali di ospedali trasformati in campi di guerra, volti stanchi, voci disperate, racconti di tragedie e di dolori immensi. La mia bellissima vita di liceale – fatta di studio, di amici e di danza classica – è stata improvvisamente travolta, senza neanche darmi il tempo di capire cosa stesse succedendo. Le corse per prendere il tram, il rumore delle risate con la classe, gli sguardi dei professori, i miei esercizi quotidiani alla sbarra ritmati dalla soddisfazione del risultato che arriva dalla fatica, tutto si è trasformato in un immobilismo surreale e in un dialogo a distanza con tutti, mondi che di certo non mi appartengono.

In tutta questa oscurità finalmente una giornata luminosa: il 24 aprile la mia nonna ha raggiunto un traguardo meraviglioso, ha compiuto 80 anni.
Sono 73 giorni che i miei nonni guardano il mondo da una finestra, lontano da tutti per proteggersi reciprocamente, l’uno la forza dell’altra. Ma l’occasione era unica e il mio nonno – galantuomo d’altri tempi – l’ha invitata a scendere nel loro giardino condominiale, l’ha fatta accomodare su una panchina e le ha donato un bellissimo mazzo di rose color pastello. Con la mascherina, i guanti e l’animo di due adolescenti, hanno festeggiato un compleanno speciale. Dalla foto non si vede, ma gli occhi azzurri di nonno Luciano sorridono di gioia e nonna Tina – nel suo proverbiale riserbo milanese – con imbarazzo è lusingata da questo corteggiamento che dura ormai da 54 anni.

Ogni gesto in questo periodo ha per tutti noi, ma soprattutto per i nostri nonni, un’eco straordinaria. In questa Milano, apparentemente in letargo, dietro finestre semiaperte e su balconi fioriti dalla forza della primavera, si scorgono i volti di chi ha già vissuto, di chi resiste nonostante le fragili forze. Sono tutti i nostri nonni, eroi silenziosi, che lottano per non perdersi d’animo, a volte tentati di lasciarsi andare alla malinconia, nel pensiero struggente che ogni giorno è una conquista, ma anche una sottrazione al loro cammino. Le loro case li proteggono, ma sono privati del calore degli abbracci, vero nutrimento della loro anima. Immagino i nonni come musei e biblioteche ricchi di sapere, bellezza e storia: le loro porte sono sempre spalancate, la loro generosità è sempre pronta a condividere affetto e saggezza con chi come me ha bisogno della conoscenza delle origini per guardare al futuro. Questi portoni improvvisamente chiusi sono in attesa di poter essere riaperti per tornare ad accogliere. Intanto però teniamoceli stretti i nostri nonni. Condividiamo con loro le nostre storie, le nostre giornate, i nostri racconti e anche i nostri timori. Il loro sguardo, anche da lontano, è in grado di scaldarci e proteggerci.

La fiducia dei nonni risiede nell’antica saggezza che tutto passa, nella forza dell’attesa: potranno tornare ad aprire le porte di casa e dell’anima, essere nuovamente stritolati dai nostri abbracci e contagiati dalle nostre risate. Nel frattempo rimangono alla finestra. Salutano dal balcone e osservano lo scorcio di mondo che in questo periodo dell’anno è colorato dalla rinascita della natura: strade e giardini ricoperti di soffici e impalpabili batuffoli danzanti. È primavera e un sentimento di speranza dona a tutti noi la consapevolezza che prima o poi anche il bocciolo che ci racchiude tornerà a sbocciare. Si può rinascere sempre, senza mai rinunciare a sorridere alla vita. A qualsiasi età.

 

* Studentessa Liceo classico Tito Livio di Milano

 

Fonte: Corriere Buone Notizie

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Un progetto di Suor Lucia Brasca FMA