Sguardo al Reale

Storia di un benzinaio campione di solidarietà

ANDREA_DI_SALVO
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su google
Google+

 

A Firenze lo chiamano tutti il “benzivendolo” ma il suo vero nome è Andrea Di Salvo. Ha compiuto 50 anni ed è un benzinaio. La sua stazione di servizio si trova a Campo di Marte, più precisamente in piazza Alberti. Un luogo frequentato dagli abitanti del quartiere, ma anche da tanti fiorentini, non solo per fare rifornimento ma soprattutto per aiutare Andrea nelle sue mille iniziative di solidarietà. Un impegno che si è intensificato in questi mesi di lockdown che hanno visto accrescere la crisi economica e il malessere sociale. Sono tante infatti le persone che si rivolgono a lui per avere un aiuto materiale in quanto per tante famiglie è diventato difficile anche solo mettere un piatto di pasta a tavola.

 

Parlando al telefono in una delle sue pause dal lavoro, Andrea mi sembra un uomo di altri tempi. Ha iniziato la sua attività di piccolo imprenditore da giovanissimo. Le sue passioni sono la famiglia e la Fiorentina Calcio di cui non si perde una partita al Franchi, rigorosamente in curva Fiesole. In città è conosciuto da tutti non solo per la sua fitta barba rossa ma soprattutto per essere il “benzivendolo”, un soprannome che gli diede tanti anni fa un suo amico, Marco Sacchi, poi scomparso prematuramente. Così hanno continuato a chiamarlo i suoi compagni e i suoi clienti, allo stadio o per strada.

 

E’ dal 1989 che Andrea si trova ad avere a che fare con carburanti e lubrificanti, a parte una breve pausa di un anno di servizio militare. Ben presto il suo distributore è divenuto epicentro di tante attività di volontariato e di solidarietà, grazie anche al fortunato incontro con la Fondazione intitolata a Tommasino Bacciotti a cui, tra l’altro, ha fatto le sue prime donazioni. Mentre racconta la sua esperienza, vuole anzitutto ringraziare chi gli ha trasmesso questa eredità: “Io porto avanti i valori che mi ha insegnato mio padre” e poi aggiunge che lui da solo non potrebbe fare nulla: “Alle persone che contribuiscono alle mie raccolte di fondi dico sempre che io sono la scintilla e loro il fuoco”.

 

Non si contano le iniziative di cui il “benzivendolo” è stato la scintilla in questi anni insieme a tanti amici: la vendita di uova e colombe solidali, la consegna dei pacchi natalizi, l’organizzazione della Babbo Running, la raccolta di materiale per i terremotati e tante altre ancora. “Sono una persona normalissima, non faccio nulla di speciale. Tutti dovremmo aiutare chi è in difficoltà”, precisa Andrea che non è interessato a mettere sotto i riflettori la sua beneficenza.

 

Eppure, anche la pandemia sanitaria è stata per lui l’occasione per stare in prima linea. Stando in strada tutto il giorno si è reso conto prima di altri che in parallelo con il virus si stava diffondendo nel quartiere e in città la paura di andare avanti, soprattutto per la perdita del lavoro. Così Andrea si è subito inventato nuove iniziative come la vendita delle mascherine solidali preparate dalla Fondazione. In poche settimane, le mascherine, divenute così importanti e necessarie per la protezione personale, sono andate a ruba. Finora ne ha vendute 400, come testimoniano i tanti selfie con i clienti finiti sulla sua bacheca di Facebook.

 

Su una panchina, poi, ha posizionato una grande cesta rossa dove raccoglie generi alimentari a lunga conservazione: pasta, passata di pomodoro, legumi, biscotti, insieme anche a prodotti per l’igiene personale. “Chi ha metta, chi ha bisogno prenda” c’è scritto su due cartelli. Un invito che è stato raccolto con molta generosità: “Ci sono persone meravigliose che vengono al distributore per fare benzina e mettere roba nella cesta”, dice Andrea che poi prepara anche dei pacchi da distribuire a persone bisognose. L’esperimento, iniziato durante il lockdown, continuerà anche nei prossimi mesi perché “ci sono tanti lavoratori che hanno difficoltà a riscuotere la cassa integrazione e quindi non possono neanche andare al supermercato”.

 

Accanto alla cesta alimentare, però, il “benzivendolo” ha posizionato anche una cassetta per “lo scambio della cultura”. “La gente viene a prendere un libro, lo legge e magari ne riporta un altro. Sono piccole cose, magari anche banali, che però hanno un seguito”, dice soddisfatto rivelando che tra coloro che partecipano alle sue iniziative ci sono tante persone normali ma anche medici e politici. A proposito di quest’ultimi, nei giorni scorsi Andrea ha ricevuto anche la visita dell’assessore comunale Alessia Bettini che si è complimentata con lui, postando le sue foto sul suo profilo Twitter.

 

D’altronde il “benzivendolo” è molto conosciuto e seguito nel mondo dei social. “La mia notorietà, se così si può chiamare, mi permette di portare avanti tante iniziative e di avere un seguito. Certo le necessità sono tante ma si cerca di fare il possibile”. A guidarlo sono le parole di Madre Teresa di Calcutta: “Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”.

 

 

 

Fonte: pellegrinogiornale

Fai il pieno di notizie positive cristiane

Iscriviti alla newsletter

Inserendo il tuo indirizzo e-mail riceverai una notifica appena verrà condiviso un nuovo articolo

Sguardo al Reale

Un progetto di Suor Lucia Brasca FMA