Sguardo al Reale

Le vecchie protesi sistemate per i bambini d’Africa

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-Rosella Redaelli-

 

Il biker veronese, senza una gamba: «L’incidente ha ribaltato le priorità della mia vita».
Il 15 ottobre partirà per il secondo viaggio come testimonial dell’associazione Legs4Africa

 

«Ciao a tutti siamo Luca e Giulia, un’intrepida coppia di motociclisti d’avventura. Non ci manca nulla, o meglio a Luca manca la gamba sinistra… ma questa è una lunga storia». Si presentano così Luca Falcon e Giulia Trabucco, sulla pagina Facebook «Karmaontheroad» che racconta il loro progetto di viaggio e solidarietà. Luca, 31 anni, era un tecnico antiincendio a Verona. La sera del 4 agosto 2016 , tornando a casa dal lavoro in moto, è travolto da un’auto: «41 interventi, 28 anestesie, una protesi al gomito, viti e bulloni un po’ ovunque – sintetizza con una certa ironia – fino a che a maggio dello scorso anno mi è stata amputata la gamba». Nei giorni più bui è stata la sua passione per la moto e i viaggi a salvarlo: «È stata la molla che mi ha permesso di rialzarmi e di agire – dice – perché ho iniziato a viaggiare con la testa, fino a quando, ricevuta la protesi e sostenuto l’esame per la patente speciale, sono riuscito a partire per la Tunisia a soli 6 mesi dall’amputazione».

 

Il primo viaggio in Africa ha lasciato il segno, tanto che il prossimo 15 ottobre la coppia si rimetterà in sella, destinazione Dakar. «Quest’anno sarà un viaggio molto speciale – prosegue Luca – il mio incidente ha ribaltato le priorità della mia vita, ho capito di essere nato nella parte più fortunata del mondo, vorrei trasmettere un messaggio di speranza, ma soprattutto far conoscere attraverso il nostro viaggio l’attività dell’associazione Legs4Africa che da anni raccoglie vecchie protesi nel Regno Unito, in Francia, in Australia e Canada, le ricondiziona e le mette a disposizione dei centri ortopedici dell’Africa Sub-sahariana per chi non può permettersi un dispositivo così costoso».

 

Luca, in moto fino a Dakar: «Le vecchie protesi sistemate per i bambini d’Africa»
Luca è così diventato testimonial dell’associazione che ha sede nel Regno Unito: al momento infatti l’Italia non è tra i Paesi che «riciclano» le vecchie protesi, ma forse qualcosa può cambiare. «Mi sono informato – spiega Luca – da noi le protesi sono di proprietà delle Aziende Sanitarie locali e solo loro potrebbero decidere la donazione. Diciamo che si potrebbe trovare il modo di superare questa burocrazia e fare in modo che migliaia di dispositivi costosi possano avere una seconda vita».

 

Intanto Luca e Giulia hanno deciso di aiutare economicamente l’associazione lanciando una raccolta fondi legata al loro viaggio e in pochi giorni hanno già raccolto un migliaio di euro. «Ci ha sorpreso la generosità di tanti anche prima del nostro viaggio – commenta Luca – ora non vediamo l’ora di partire. Ci imbarcheremo a Genova e sbarcheremo a Tangeri, da lì ci attendono 3500 chilometri attraverso le coste della Mauritania per raggiungere il Senegal e Dakar. A Dakar faremo visita al Centre National d’appareillage Orthopedique, il centro ortopedico ospedaliero con cui collabora Legs4Africa e a cui consegneremo quanto raccolto».

 

«Getting Africa walking again» è lo slogan dell’associazione che negli anni ha permesso di tornare a camminare a tante persone, come il piccolo Wudeh che in Gambia ha ricevuto la protesi inviata dal Regno Unito da Euan, accompagnata da un messaggio: «Spero che questa gamba ti permetta di fare tutto ciò che ha concesso a me di fare e che ti porti felicità». Il rientro in Italia della coppia di bikers veronesi è previsto prima di Natale. Due mesi on the road , senza fretta. In fondo ogni viaggio di migliaia di chilometri inizia da un piccolo passo.

 

 

Fonte: Corriere Buone Notizie

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