Uragano Eta: i poliziotti pregano

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Un’immagine che arriva dal Nicaragua nell’incertezza per gli effetti di un uragano che pur essendosi indebolito ha già provocato delle vittime

Mentre il mondo seguiva lo sviluppo delle elezioni negli Stati Uniti, un po’ più a sud, in vari Paesi dell’America Centrale come Nicaragua, Honduras, Guatemala o El Salvador, l’attenzione era concentrata sull’avanzata dell’uragano Eta.

Il passaggio dell’uragano, ormai indebolito, per il Centroamerica ha provocato la morte di due uomini in Nicaragua e di una bambina in Honduras.

Gli effetti della tempesta potrebbero influire su più di un milione di persone, inclusi quasi 500.000 minori, sostengono le Nazioni Unite, che hanno annunciato una risposta alla situazione.

“Le nostre équipes sono sul terreno in Nicaragua, Honduras, El Salvador e Guatemala, e stanno monitorando attivamente lo sviluppo dell’uragano. Sono in contatto con le autorità nazionali e regionali”, aveva reso noto il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, nel suo incontro quotidiano con la stampa, secondo quanto rende noto la pagina web dell’organizzazione.

Implorando Dio in ginocchio

Martedì 3 novembre, poco prima che Eta toccasse terra, è stata diffusa un’immagine forte piena di devozione. Un gruppo di poliziotti del Nicaragua si è inginocchiato e ha implorato la protezione di Dio.

“Nella zona Zelaya Central preghiamo e chiediamo a Dio nostro Signore di tendere la Sua mano divina e far sì che l’uragano Eta scompaia e non provochi danni letali. Il Signore ha il Potere, e ha Misericordia di noi, Suoi figli”, afferma un tweet.

La preghiera

In tono simile, facendo appello al servizio nei confronti dei più vulnerabili e alla preghiera, Caritas Nicaragua si è espressa sulle sue reti sociali con una preghiera che recita: “Dio di tutto il creato, proteggi tutti coloro che si trovano sul cammino dell’uragano Eta, riempi di pace i loro cuori tribolati e muoviti con la Tua compassione, perché possiamo rispondere generosamente ai bisognosi. Amen”.

Anche il vescovo ausiliare di Managua, Silvio José Báez, si è espresso sulle reti sociali dicendo: “Elevo la mia preghiera al Signore per i nostri fratelli del Caribe Nord del Nicaragua in vista dell’arrivo imminente dell’uragano Eta. Dio protegga le popolazioni della zona e tutto il popolo sofferente del Nicaragua!”

Nel frattempo, gli ultimi resoconti dicono che anche se Eta è sceso di categoria, passando da 4 a 2, non bisogna abbassare la guardia, perché in luoghi come il Nicaragua potrebbe ancora provocare inondazioni e smottamenti.

Uniamoci in preghiera come questi poliziotti e come chiede la Caritas per questa situazione e per le vittime e le loro famiglie.

 

 

Fonte: Aleteia

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