Il bene nella pandemia

-Amedeo Capetti*-

 

Direttore, sono di nuovo io, l’infettivologo del “Sacco” di Milano che le scrisse in piena prima ondata del Covid.


Torno a scriverle perché è un’evidenza indiscutibile che questa seconda ondata ci ha colto stanchi arrabbiati, delusi, divisi, depressi, arrabbiati, insofferenti. Quanto la prima ci aveva uniti in un impeto di solidarietà e senso di popolo, ci diciamo, tanto questa seconda sta cedendo a un senso di inutilità, di vuoto che ci fa paura. Quanto nella prima si diceva “Andrà tutto bene”, tanto adesso siamo pervasi dal timore che la fine sia lontana e che ci possa essere anche una terza ondata, e per dirci che andrà tutto bene dobbiamo aggrapparci ai proclami delle aziende farmaceutiche sapendo che, se i dati saranno confermati, un vaccino per tutto il mondo non si riuscirà certo a produrre in pochi mesi.

 

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