Suor Lucy, la suora indiana che voleva fare di più

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Maher è la casa che dal 1997 accoglie donne, uomini e bambini per dare loro un rifugio sicuro. La fondatrice è suor Lucy Kurien, che da quasi 25 anni ha accolto, protetto ed educato donne e bambini che ora sono in grado di camminare da soli.

 

Suor Lucy Kurien, del convento delle Suore della Croce di Chavanod nella città indiana di Pune, voleva fare di più per aiutare le persone in difficoltà. È l’agenzia cattolica thailandese LiCAS.news a raccontare la sua storia.

 

Un giorno, quando una donna incinta si è presentata al convento in cerca di rifugio per sfuggire al marito alcolista, suor Lucy non ha potuto accoglierla in quanto le regole non permettevano ad una persona laica di rimanere. Le chiese di tornare l’indomani dicendole che le avrebbe trovato una sistemazione alternativa, ma più tardi quella sera la donna, assieme al suo bambino, perse la vita in ospedale a causa delle ferite inflitte dal marito.

 

La tragedia lasciò suor Lucy sconvolta e per anni avrebbe voluto assistere molti altri come quella donna, ma non c’era nulla che potesse fare dato che il ministero della sua congregazione si occupava solo dell’insegnamento e del servizio infermieristico. Fu il suo direttore spirituale, il padre gesuita Francis D’Sa, a ispirarla: “Se vuoi così tanto aiutare i poveri, fai qualcosa tu stessa”. E di fronte al suo sconforto dovuto al fatto di non avere né soldi né istruzione, il padre l’ha rassicurata: “Tu hai l’amore nel tuo cuore. Dio ti mostrerà la strada”.

 

Anche dopo la partenza di padre Francis per la Germania, suor Lucy ha continuato ad esternargli le sue preoccupazioni tramite lettere in cui scriveva della sua incapacità di aiutare chi ha bisogno. Ma un giorno, un cittadino austriaco, desideroso di finanziare un progetto per le donne in India, avvicina padre Francis che gli mostra le lettere di suor Lucy. Partito per l’India raggiunge la suora e dona 100mila rupie (1,370 dollari), promettendo ulteriori aiuti. Con il denaro ricevuto, suor Lucy è riuscita a comprare un piccolo pezzo di terra nel villaggio di Vadhu Budruk e, assieme ai contributi della gente del posto, nel 1997 è stata costruita la “Maher” o “Casa della Madre” come è conosciuta nella lingua locale, il marathi.

 

La congregazione di suor Lucy le ha permesso di continuare come suora ma in maniera autonoma e il suo lavoro si è sviluppato nella Rete Umanitaria Maher che ha celebrato il suo 24° anniversario questo mese. Ad oggi Maher – la cui missione è creare case sicure e amorevoli per donne, uomini e bambini e permettere alle donne di scoprire il loro potere interiore e sviluppare autonomia – comprende 50 case che ospitano 984 bambini, 520 donne e 123 uomini negli stati di Maharashtra, Kerala meridionale e Jharkhand e West Bengal nell’est. Presto sorgeranno altri due centri in seguito alla donazione di due terreni negli stati meridionali di Karnataka e nel vicino Andhra Pradesh. Suor Lucy ha anche fondato l’Associazione Interreligiosa per il Servizio all’Umanità e alla Natura, che ha membri in dieci paesi.

 

“Ci sono molte sfide, ma il Divino dà la forza e il coraggio per superarle”, ha spiegato suor Lucy. Raccontando la storia di Rahul, un bambino di strada mandato da un’altra casa che lo trovava ingestibile. “Un giorno ha dato uno schiaffo al cuoco. Lo staff di Maher del Kerala mi ha chiesto di decidere tra Rahul e loro. L’ho guardato, era nervoso e tremava. Mi sono avvicinata e l’ho abbracciato. Rahul si è sciolto e si è scusato”, ha spiegato. “Qualche anno fa, è venuto da me con il suo primo stipendio dopo essere entrato nell’esercito. “L’amore fa miracoli”, ha aggiunto suor Lucy.

Anche il responsabile delle risorse umane di Maher, Gaus Sayyad, è un prodotto della casa. “All’età di cinque anni pulivo le macchine e lavoravo in una bancarella di tè sulla strada per aiutare la mia famiglia”, ha detto Sayyad. “Un giorno, suor Lucy mi chiese se volessi andare a scuola. Mi ha portato a Maher dove ho fatto i miei studi, la laurea e il Master in Business Administration. Sono stato selezionato per un’azienda negli Stati Uniti”. Poi ha lasciato il lavoro ben pagato per servire a Maher. “Darò la mia vita a Maher che ha messo le ali ai miei sogni”, ha detto Sayyad.

 

Maher è stata valutata come una delle dieci migliori Ong in India e nel 2017 ha ricevuto lo “status consultivo speciale” dalle Nazioni Unite.
Suor Lucy ha anche vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il “Nari Shakti Puraskar” (premio per la forza delle donne) dal governo federale per il suo eccezionale contributo all’empowerment delle donne nel 2016. Recentemente è stata nominata una delle 100 persone più influenti del mondo durante la crisi pandemica del 2020 dalla rivista austriaca “OOOM”. Ma per lei la più grande ricompensa restano i sorrisi soddisfatti delle donne che ha protetto e dei bambini che ha educato e che ora camminano sulle loro gambe.

 

 

 

Fonte: Mondo e Missione

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